Cavalli a Roma, focus sull’utenza alla nostra tavola rotonda

Terzo settore e formazione sociosanitaria: i temi al centro delle due tavole rotonde organizzate da ASI per la kermesse equestre Cavalli a Roma.

La nostra tavola rotonda sugli IAA, ormai al sesto anni a Cavalli a Roma, si è focalizzata sull’utenza, dopo avere in passato informato esaustivamente sulla normazione del comparto, sullo stato dell’arte in Italia e sugli obblighi e le necessità formative.

Dopo i saluti del vicepresidente nazionale ASI, Emilio Minunzio, apertura affidata al Ministero della Salute e al Centro di referenza nazionale IAA, che nel 2015 hanno sviluppato e poi emanato le linee guida in materia. Una fotografia in cifre di strutture e operatori attivi;  poi parola alla Regione Lazio, tra le prime a recepire le norme e a organizzarsi sul versante della formazione e degli accreditamenti. Tanto da fare e da coordinare, anche in vista di qualche criticità, emerge dall’analisi e dal confronto dei dati di enti centrali e territoriali.

E l’utenza? In una situazione ancora fluida, diventa fondamentale tutelare chi fruisce di un Intervento assistito, anello fragile della catena sociosanitaria. In che modo? Qualche risposta viene dall’intervento della responsabile progetti del Centro specializzato in IAA el Nath: per creare fiducia – che è alla base di ogni intervento di ‘cura’, si tratti o meno di terapia, è indispensabile informare su quello che si andrà a fare, presentare l’ambiente nella sua globalità e complessità, definire il valore dell’intervento. Questo, anche in vista di un possibile inserimento degli IAA nelle prestazioni dei LEA, i Livelli essenziali di assistenza, sostenuti dal Servizio sanitario nazionale.

Informare a tutto tondo: perché l’utenza spesso arriva nei centri IAA per caso nei centri, dopo tentativi, fallimenti, per sentito dire o per ricerca personale. Fare conoscere il settore, anche tra i professionisti della salute: “Quando dico che mio figlio segue un percorso di IAA mi rispondono: ‘Ah, gioca con il cane’, racconta una mamma intervenuta come relatore. Un papà sottolinea la necessità di fare squadra, famiglia e operatori, e di fare rete con i tanti altri possibili interventi a sostegno delle persone fragili, con disagio o disabilità. Un’altra mamma – oggi impegnata come amministratore nell’ambito sociale dopo l’esperienza con la figlia – denuncia la difficoltà di tenere insieme regole e bisogni sul territorio e i rischi per l’utenza laddove vengano tollerate situazioni borderline o non sufficientemente chiarite.

Conclusione a Nicoletta Angelini, responsabile nazionale di ASI Formazione Sociosanitaria: appello alle istituzioni perché potenzino un impegno già forte e fattivo; esortazione agli operatori perché pretendano regole, chiarezza e legalità, dalla formazione alla prestazione fornita all’utenza.

Cavalli a Roma, focus sull’utenza alla nostra tavola rotonda